venerdì 18 aprile 2014

Nota del PCL sul Museo d' Africa e il Comitato 9 Aprile



Sebbene siamo stati invitati a far parte del Comitato per la chiusura del Museo (comitato 9 aprile) noi del PCL abbiamo deciso di non aderire per una serie di motivazioni che abbiamo già spiegato in sede di assemblea del suddetto comitato ma che vorremmo spiegare anche a tutta la cittadinanza.
Siamo contrari alle posizioni del comitato, contrari sia nel metodo sia nel merito delle questioni aperte:
nel merito, siamo del parere che nessun museo debba essere chiuso perchè luogo di memoria e cultura. La nostra posizione risiede nel totale stravolgimento del suo senso, che venga trasformato in un museo antifascista. Vogliamo, in sostanza, che tutti i testi esposti vengano riscritti in chiave antifascista, che si renda merito alla Resistenza, che quel museo sia di monito a che le nefandezze e i crimini della dittatura del ventennio non vengano più a ripetersi.
Ci fa’ piacere che, seppur poco convinti, il comitato abbia cambiato idea e adesso propone, in maniera un po’ confusa, la possibilità che il museo venga rivisto in chiave antifascista;
nel metodo siamo contrari all'approccio che il comitato ha e vuole avere nei confronti dell'Amministrazione Piccitto cadendo di fatto in un vero e proprio tranello. E' ormai chiaro a tutta la cittadinanza infatti come la Giunta a 5 stelle voglia operare in termini di tagli alla spesa pubblica (un esempio è la totale mancanza di politiche sociali a danno dei disoccupati). Se si tratterà dunque di operare un risparmio per le casse comunali con la chiusura del museo il Sindaco avrà una perfetta sponda politica (per giunta a sinistra!) nel comitato.
Il rischio è  che il “comitato 9 aprile” diventi la stampella, a sinistra, di questa amministrazione.
Il nostro invito è quello invece che il comitato così come tutta le organizzazioni di sinistra in città si sgancino dal doppio-filo che li tiene legati all'amministrazione a 5stelle e che si aggiungano a noi nell'essere (ad oggi l'unica) forza di opposizione dal basso a questa  amministrazione contraria all' interessi dei lavoratori e dei disoccupati.

Partito Comunista dei Lavoratori Sez. Ragusa

False promesse e cibo scaduto: le ricette del M5S ragusano

L'amministazione ragusana  a cinque stelle promette sussidi e lavoro per i disoccupati, promesse che sono una presa in giro per tenere buoni i disoccupati sempre più stremati dalla povertà. L'unica soluzione adottata per queste famiglie bisognose di lavoro è stata quella di "donare" ogni mese due chili di pasta, un pezzo di formaggio e la marmellata, e tanti non ricevono nemmeno quel poco! Nemmeno il miglior Chef pieno di fantasia potrebbe inventare un piatto con solo pasta, pecorino e marmellata! Ma tralasciando gli ingredienti mancanti nel pacco elemosina dei filantropi grillini, tanti, tra gli indigenti, in questi mesi hanno già denunciato di aver ricevuto cibo scaduto da parte dell'amministrazione a cinque stelle. Mercoledi pomeriggio, durante la distribuzione dei pacchi alimentari agli indigenti presso il punto spesa solidale di Ragusa Ibla, uno dei destinatari dei pacchi riceve l'ennesimo cibo scaduto, un pezzo di formaggio con muffa, e non era di certo gorgonzola. Il disoccupato dopo aver visto l'ennesimo pezzo di formaggio andato a male lo ha gettato contro il consigliere Brafa,  gridando che gli indigenti non sono delle bestie, pensare che questa amministrazione da loro cibo scaduto solo perchè sono poveri è una cosa vergognosa.

Comunicato Stampa del Partito Comunista dei Lavoratori Sez di Ragusa

I fatti accaduti presso il centro di distribuzione  delle derrate alimentari nella giornata di ieri sono un serio campanello d'allarme sulla situazione della città di Ragusa. La consegna di cibo a chi è in difficoltà è solo l'ultimo stadio della putrescenza della società in cui viviamo. La concessione dell'elemosina, per di più costituita dagli scarti dei consumi dei più abbienti, non può lenire la ferita inferta alla dignità di chi si trova oggi in grave difficoltà a causa della disoccupazione. La crisi del capitale, che grava interamente sulle spalle dei lavoratori e dei disoccupati si appesantisce sempre di più, segnando ogni giorno il destino di centinaia e centinaia di giovani e non, facendoli precipitare nell'abbisso della miseria. Non saranno i pacchi di pasta, nè le false promesse dell'assessorucolo di turno, nè la caritatevole elemosina delle istituzioni, nè tanto meno la volontà politica del populista M5S a soffocare il grido di rabbia che proviene, sempre più acuto, dal nuovo proletariato urbano, costretto tra il precariato cronico da una parte e la perdità di dignità inferta dagli aiuti (per di più avariati). La necessità della lotta per una società fondata su basi differenti da quelli della competizione disumana e dell'anarchia produttiva del capitalismo diventano oggi sempre più cogenti. Per questo il Partito Comunista dei lavoratori si schiera accanto al movimento degli indigenti, lavorando affinchè la lotta per il pane di oggi diventi presto una lotta organizzata per la piena occupazione come preludio di un paese governato dai lavoratori. Per questo solidarizziamo in pieno con le sacrosante lotte di chi oggi è in difficoltà o di chi teme di esserlo domani, per questo invitiamo tutti i sinceri compagni di sinistra della città a divincolarsi dall'abbraccio mortale di un'amministrazione incapace, bugiarda e allo stesso tempo impotente, per la costituzione di un fronte unico di lotta che sostenga politicamente le lotte dei più disagiati e dei giovani incolpevolmente abbandonati sull'uscio della società.

Pieno appoggio al comitato dei disoccupati.

Per la costituzione di un fronte unico contro i partiti borghesi, i loro governi e le loro amministrazioni, contro le derive populiste e reazionarie per una vera uscita a sinistra dalla crisi
PCL SEZ RAGUSA

domenica 6 aprile 2014

Disoccupati contro l'amministrazione a 5 stelle



Giovedì 3 aprile il comitato dei disoccupati ragusani, (di cui nostri militanti del PCL fanno parte) insieme alla Camera del lavoro di Ragusa, hanno manifestato tutta la loro rabbia nei confronti dell'amministrazione 5 stelle. Finalmente sempre più lavoratori e disoccupati prendono coscienza sul fatto che non potrà essere questa amministrazione a dare risposte ai loro bisogni. La grande rivoluzione promessa in campagna elettorale dal movimento 5 stelle si e' sciolta come neve al sole lasciando solo disperazione tra i lavoratori e i disoccupati. Per nascondere il totale fallimento della loro amministrazione, i 5 stelle portano avanti progetti in piena continuità con le iniziative messe in campo dalle passate amministrazioni: sussidi a pioggia (una tantum), distribuzione di alimenti (2 pacchi di pasta al mese!) e l'organizzazione di eventi e seminari "sul sociale". Non e' questa la ricetta migliore per sostenere economicamente i disoccupati. E' stato ribadito con forza durante il sit-in che i disoccupati non vogliono il sussidio o i pacchi di pasta: vogliono il lavoro. Come sezione ragusana del PCL continueremo a dare il nostro contributo per organizzare la lotta del comitato disoccupati. Per questo saremo presenti al prossimo consiglio comunale, assieme al comitato, per rivendicare il diritto al lavoro per tutti i cittadini. Questo e' per noi solo il primo passo di una lotta che vogliamo sia estesa e generalizzata, che coinvolga i disoccupati, i precari ed i lavoratori tutti. Una lotta che metta in discussione non solo l'amministrazione 5 stelle ragusana ma tutto il sistema politico capitalista.

mercoledì 19 febbraio 2014

LA BATTAGLIA DEL PCL ALL’INTERNO DEL MOVIMENTO NO MUOS

Il Partito Comunista dei Lavoratori presenta un ordine del giorno riguardante il movimento NoMuos al suo terzo congresso, svoltosi a Rimini dal 3 al 6 Gennaio 2014. Ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea congressuale e controfirmato dal compagno delegato Peter Johnson della tendenza Rifondazione e Rivoluzione degli USA. I compagni statunitensi si impegneranno a diffondere il testo approvato in tutti i comitati NOWAR degli Usa.
Qui di seguito l’ordine del giorno presentato:

“LA BATTAGLIA DEL PCL ALL’INTERNO DEL MOVIMENTO NO MUOS
Il Pcl si schiera fermamente a fianco del movimento NoMuos e rivendica la propria solidarietà attiva tramite l’impegno dei suoi militanti presso il presidio popolare di contrada Ulmo.
Il Pcl giudica gravissimo che il Muos, struttura imperialista a guardia del capitalismo arma di distruzione e di guerra del XXI secolo,  trasformi la Sicilia in una  vera e propria base per l’egemonia militare mondiale del blocco USA.
Il nostro partito, presente fin da subito in questa lotta con posizioni antimperialiste e anticapitaliste sostiene la necessità che il movimento NoMuos  possa, attraverso saldature organizzative con tutti gli altri movimenti di lotta a carattere locale, generalizzarsi per condurre ad una lotta di ampio respiro dal profilo chiaramente anticapitalista. Il Pcl ha lavorato, lavora e lavorerà per far si che il movimento NoMuos  possa esprimere tutto il proprio potenziale liberandosi da quelle zavorre e quelle catene che lo tengono imprigionato da quelle componenti che vorrebbero un movimento di opinione e non di lotta, che hanno interessi che Niscemi non diventi un problema politico o di ordine pubblico per preservare il profilo filo-istituzionale e la  natura riformista del movimento stesso.
I compagni del Pcl aderiranno per questo nei comitati locali NoMuos contribuendo ad essi apportandovi l’idea che solo una chiara prospettiva di una società socialista possa eliminare il problema e con lo scopo non solo di smantellare le base Us Navy  di  contrada Ulmo  ma di avallare le tendenze sinceramente rivoluzionarie esistenti nel movimento.”

Il documento è chiaro. Il PCL è schierato con i suoi militanti fin da subito nella lotta contro il Muos.
Siamo stati i primi e gli unici a criticare l’iniziale movimentismo trasversale dei comitati NoMuos, dove al proprio interno si trovava veramente di tutto,  dagli anarchici della F.A.S, ai riformisti del PRC, agli indipendentisti filo Lombardiani, all’Udc (oggi dichiaratamente si Muos), al Pd artefice consapevole dell’istallazione del Muos a Niscemi, ai sostenitori del sicilianissimo La Russa.
Quando a Piazza Armerina il Movimento NoMuos redige la carta d’intenti dotandosi di valori universali primo fa tutti l’antifascismo, noi del PCL, ove possibile, entrammo a far parte dei comitati NoMuos ed a partecipare attivamente all’assemblee di coordinamento dei comitati, cercando di generalizzare la lotta in modo da cementificarla alle altre micro e macro vertenze.
Da quando nel novembre del 2013 nasce il presidio popolare di contrada Ulmo la lotta NoMuos fa un salto di qualità, all’interno del presidio si vedono germogliare tendenze rivoluzionarie che con la loro quotidiana presenza alzano il livello di lotta del movimento. Anche se queste tendenze sono primitivistiche si respira un aria di ribellione e di rivoluzione individuale dei soggetti coinvolti.
Il movimento entra in una fase dove le forze riformiste e centriste, che prima della nascita del presidio popolare gestivano il movimento a suo uso e consumo, fanno fatica a controllare queste spinte di grezzo riottismo. Ergo si affidano, per mantenere la pace sociale della tranquilla Niscemi, parallelamente al M5S e al movimento megafano di Crocetta, che sotto elezioni regionali promettono fittizie “rivoluzioni” in ambito regionale e nel sud oriente siculo spingono sull’ impegno di revocare le autorizzazioni per l’istallazione del Muos. Dopo le elezioni che hanno visto Crocetta innalzarsi come governatore siciliano e il M5s essere il partito più votato in Sicilia, a Niscemi, in contrada Ulmo non cambia niente. Noi attivisti e le mamme NoMuos siamo da soli a fare blocchi, contro di noi la polizia è sempre più violenta. Il M5S si vede a Niscemi solo quando ci sono le telecamere dei media locali e nazionali, e Crocetta diventa sempre più arrogante con chi gli ricorda di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale!
Alla vigilia della manifestazione nazionale NoMuos del 30 marzo del 2013, il governatore Crocetta revoca le autorizzazioni per l’istallazione del Muos, invitando i siciliani a non andare a manifestare a Niscemi perché non c’era più motivo, aveva pensato a tutto lui, il rivoluzionario con il megafono. Un giorno prima di una manifestazione che prometteva grande partecipazione dei Siciliani e non solo, il governatore cerca di svuotare la piazza o di calmarla con una revoca che durerà pochi mesi.
Infatti il governatore poco dopo revoca la sua revoca, tradendo definitivamente tutti quelli che l’avevano votato compreso quei soggetti del  movimento che prima di quel momento credevano in lui come salvatore della patria, come l’uomo che osò sfidare gli americani.
Il M5S pur avendo un grande peso politico dentro l’Ars, diventa invisibile nella lotta NoMuos.
Arriviamo al 9 agosto, il movimento entra nella base UsNavy di contrada Ulmo, dove si riesce a creare un grande teatrino mediatico, i soliti noti complottano con i servi del potere, contrattando l’entrata in base con la promessa di un maggiore controllo da parte loro, sul movimento NoMuos, che stava diventando troppo conflittuale. I Media borghesi, come era scontato non parlano di movimento NoMuos, ma di centri sociali che si scontrano con le FDO, con la ciliegina sulla torta del Presidente Crocetta che denuncia che tra i NoMuos ci sono infiltrazioni mafiose.
Infatti da dopo Agosto il movimento registra un abbassamento di presenza e di toni, arrivando addirittura allo sciopero della lotta del comitato NoMuos di Niscemi, mai visto nella storia dei movimenti!
I sinceri NoMuos, si allontano dalla lotta, si allontano dalla partecipazione delle assemblee di movimento, martoriate da una lotta tra aree piccolo-borghesi per il comando del movimento.
Per una trasparente orizzontalità dei movimenti, sostengono gli intransigenti movimentisti, è necessario essere apartitici. Lo sostengono proprio oggi che non esiste un PCI, protagonista nel bene e nel male nel movimento di Comiso contro i missili cruise; lo sostengono oggi che è quasi scomparso il contenitore politico PRC, rimasto un piccolo partito riformista. Eppure il movimento NoMuos in assenza di un partito comunista, e aggiungiamo noi,  un partito comunista rivoluzionario, è minato al proprio interno  da questi  gruppuscoli centristi, piccoli-borghesi, che sostengono questo. Gruppuscoli senza una prospettiva a medio-lungo periodo per una lotta anticapitalista, imprimendo al movimento una cultura della non organizzazione e della non democraticità, anche se si sostiene che nelle assemblee di movimento prevale la “democrazia”, dove si usa non votare per arrivare a decisione già prese a tavolino dai soliti noti.
Lo scopo del movimento, oggi,  non dovrebbe essere quello di promettere l’ennesima entrata in base per poi uscire senza “distruggerla”, con l’unico risultato di ricevere altri atti repressivi, o peggio di ritornare a manifestazioni che anche se partecipate non scuotano  lo status quo, ma quello di dire chiaramente che l’unico modo per eliminare il Muos, le basi militari tutte, il potere antidemocratico che ci reprime, è quello di contribuire alla costruzione di un partito autenticamente rivoluzionario, con un centralismo democratico forte, dove tutti saremmo protagonisti del cambiamento, dove i rivoluzionari, donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti,  precari, disoccupati e migranti, prendendo il potere, cambieranno questa società malata con una società migliore, equa, sana. Una società anticapitalista!
“II proletariato non ha altra arme nella lotta per il potere che l'organizzazione. La forma suprema dell'organizzazione di classe è il partito.
Lenin”

 Tutti i sinceri No Muos devono guardarsi intorno e incominciare a ragionare e a capire chi sono i nemici e chi gli alleati, chi all’interno del movimento No Muos vuole frenare la lotta riportando il movimento ad uno sterile movimento d’opinione.
La lotta nomuos è una lotta antimperialista, anticapitalista e non puo’ essere giocata solo a livello locale o nazionale, questa è una lotta internazionale. Noi del PCL sezione italiana del CRQI, proveremo, insieme ai compagni statunitensi ad aprire una vertenza nel cuore dell’imperialismo.
Solo la rivoluzione cambia e cose!

                                                                                                                           PCL SICILIA


Distruggiamo i CIE, i Lager dello Stato borghese italiano.

Il PCL insieme ad altri compagni rivoluzionari ha partecipato, sabato 15 febbraio 2014,  al presidio contro il C.I.E. di Pian del Lago di Caltanissetta.

Presidio nato dalla necessità di portare solidarietà attiva ai migranti rinchiusi e di riaccendere i riflettori contro i lager dello stato borghese italiano, per dare ad essi l’ultima spallata distruggendoli per sempre! Eravamo in pochi, pochi ma buoni, come si dice in questi casi! Segno che bisogna ancora coinvolgere su questa battaglia tutti i movimenti sociali e politici siciliani.

Con la musica e con gli slogan siamo riusciti a farci sentire dai migranti rinchiusi dentro il C.I.E.. I migranti hanno risposto, contenti e sicuri di saperci lì a due passi da loro, con la battitura delle grate, con urla e fischi e dalla grande confusione, che siamo riusciti a creare intorno alle FDO, accorsi numerosi a difendere la prigione, cinque migranti rinchiusi nel lager di Caltanissetta sono riusciti a scappare, purtroppo solo due migranti hanno riconquistato la libertà.

Un bel pomeriggio, che ci ha regalato la consapevolezza che anche una piccola avanguardia rivoluzionaria può ottenere risultati immediati dalla lotta al capitale e alle sue galere. Naturalmente, siamo consapevoli che la battaglia contro i lager per immigrati e' parte di una battaglia contro il capitalismo: non ci sara' liberazione per gli immigrati fino a quando il capitalismo non sara' abbattuto. Per queste ragioni il PCL lavora all'interno di tutti i movimenti anti-sistema, senza settarismi e senza compromessi  per portare avanti un programma di lotta che sia anticapitalista e rivoluzionario.

Il PCL è l’unico partito della sinistra che affronta la questione dell’immigrazione da un punto di vista coerentemente rivoluzionario. Urge la necessità di una rottura anticapitalista e di un governo dei lavoratori, italiani e migranti. L'unica in grado di contrastare la “guerra fra poveri”  tra i lavoratori e di porre le basi per un'alternativa di società.



Solo La Rivoluzione cambia le cose

                                                                                                                                                                                                  
                                                                                                                                                                                           PCL SICILIA

sabato 30 novembre 2013

IL SINDACATO E' UN ALTRA COSA

Care lavoratrici e cari lavoratori iscritti alla Cgil,
Siamo lavoratrici e lavoratori iscritti alla Cgil che da diverso tempo si battono perché la Cgil sappia contrastare adeguatamente la crisi economica che da anni ci attanaglia.

Le nostre condizioni di vita e di lavoro peggiorano in modo drammatico giorno dopo giorno e il sindacato - l’unico strumento di difesa dei lavoratori- in questi anni non si è mostrato all’altezza della situazione.
Il sindacato deve difendere gli interessi dei lavoratori e pensionati con una mobilitazione degna di questo nome occupandosi meno di convegni con i padroni. Deve stare in prima linea con proposte significative contro la disoccupazione crescente (il 40% dei giovani, 50% femminile) e non mediare ed accettare una precarizzazione dilagante che arricchisce il padrone e mette i lavoratori gli uni contro gli altri.
Siamo quelli che hanno chiesto al nostro sindacato di scendere in piazza e lottare seriamente contro la più pesante controriforma delle pensioni della storia e non limitarsi a dichiarazioni roboanti e scioperi inutili di 3 ore (12 Dicembre 2011) insieme a Cisl e Uil.
Siamo quelli che ritengono “incomprensibile” il silenzio sull’abolizione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori (utile a difenderci dai licenziamenti senza giusta causa) o sulla riforma degli ammortizzatori sociali che con questa crisi ci rendono ancora più indifesi.
Insomma riteniamo che la Cgil, il più grande sindacato italiano, è inadeguata nel difendere gli interessi dei lavoratori. Un sindacato che firma l’accordo sulla rappresentanza
(28 Giugno 2011/31 Maggio 2013) in cui il diritto alla rappresentanza dei lavoratori viene ulteriormente limitato o che accetta le deroghe ai contratti nazionali, indebolisce di più il potere contrattuale dei lavoratori non fa che perdere ulteriormente credibilità.
Noi pensiamo che la Cgil, la nostra Cgil, deve compiere una svolta, rappresentare realmente le necessità dei lavoratori, offrire piattaforme rivendicative adeguate e fare della democrazia dal basso la propria principale necessità.
Per questo diciamo e rivendichiamo che “il sindacato è un'altra cosa" ed è per questo che ti invitiamo all’assemblea di presentazione del documento congressuale alternativo a quello di maggioranza.
VENERDI 6 Dicembre 2013
Camera del Lavoro, Vico Cairoli,Ragusa
ore 15.30

venerdì 1 novembre 2013

C’era una volta Vittoria la Rossa…

Per la costruzione del Partito Comunista dei Lavoratori a Vittoria in una città dove nessuno ci rappresenta né a destra né a sinistra,nessuno all’interno delle istituzioni fa gli interessi dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei tanti giovani che cercano lavoro!

Una città addormentata Vittoria, qui è un deserto politico, sociale e morale!

Non c’è più nessuno che si oppone al dilagante affarismo che sempre più si ingrassa nei palazzi del potere Vittoriese, la “cosa” pubblica viene svenduta a “soci” privati.

In questa città i giovani  per socializzare possono scegliere di stare chiusi in casa davanti al computer o chiusi in una campana di vetro dentro i numerosi gruppi cattolici, che incantano i giovani fin dalla più tenera età con il sermone: “solo dio ci può salvare”. Tanti ragazze e ragazzi, sempre più giovani, per disperazione, per noia o perché  convinti che non ci siano  altre alternative per  socializzare con i propri coetanei, vanno a schiantarsi nello sporco mondo della droga. Non siamo contro la Marijuana, siamo contro la droga! Vittoria è la capitale in Sicilia dei rave, ma come si dice “occhi che non vedono cuore non duole”!  Per lo Stato, fa più paura un gruppo politico che crea, organizza la rivoluzione, che dei giovani nichilisti senza ideali, senza alcuna motivazione  per realizzare un futuro diverso, rovinandosi  la vita drogandosi! I giovani vittoriesi terminata la scuola dell’obbligo possono  optare:  nell’emigrare lontani per “sperare” di crearsi un futuro; prendere le armi e fare i mercenari o per quella patria che ci ha tolto tutto o per la mafia;  iscriversi all’Università,  ma sempre meno sono le famiglie che possono permettersi di mantenere un figlio nel lungo percorso universitario, troppe salate le tasse, troppo cari i libri, ma soprattutto non è un buon investimento per il futuro, sapendo che per il laureato il lavoro in Italia manca.

Solo con una teoria e una prassi autenticamente marxista rivoluzionaria i giovani possono prendere coscienza di se, ed acquisire il sapere e le tecniche per  abbattere lo stato di cose presenti!

Un deserto Vittoria, dove tante giovani coppie hanno scelto di sposarsi, avere dei figli, in sostanza costruirsi un futuro, ed  ora si trovano senza lavoro a dover mantenere una famiglia senza sapere come fare. Conosciamo tanta gente che la mattina si alza per andare a cercare ogni santo giorno un lavoro, un lavoro che non c’e’.  Spesso con poca lucidità e molta ignoranza si da la colpa agli immigrati, sostenendo che hanno rubato il lavoro;  ma come si puo’ rubare qualcosa che non esiste? Gli immigrati, i nordafricani, rumeni, polacchi,  quelli di piazza Manin (o’ cianu a Sienia) sono colpevoli di essere dei diversi. In questa  città non si è mai fatto una politica seria di integrazione sociale, non abbiamo mai visto nessuno che cerca di coinvolgerli nelle attività politiche e sociali, eppure principalmente i tunisini, marocchini, algerini vivono a Vittoria da quasi 30 anni, hanno aperto loro attività, mandano i loro figli nelle “nostre” scuole, sono vittoriesi come noi, ma spesso sono più sfruttati, dell’operaio, dell’agricoltore  vittoriese. Ma che stupidi, è vero, dimentichiamo che loro gli immigrati non votano!

Solo con l’unione di tutti i lavoratori, precari, disoccupati, emarginati,  siano essi  italiani,africani, esteuropei,  possiamo avere la giusta forza per costruire il partito della rivoluzione.

Questa è Vittoria? Una Vittoria apatica, senza speranze, senza amor proprio, senza la voglia di protestare.
Le soluzioni non sono repressione e controllo, non sono nel confidare nella politica istituzionale liberale del Pd, nei guru vecchi come Berlusconi o in quelli in voga adesso come  Grillo. La soluzione è riprenderci la nostra vita facendo di noi stessi i protagonisti del cambiamento! Ribelliamoci a questa società malata che ci vuole degli automi buoni e gentili!

Uniamoci, Organizziamoci, Lottiamo: per non essere soli, per vivere, per  condividere la nostra disperazione e trasformarla in rabbia e sfogarla  per cambiare questo mondo!

Vittoria ha il cuore rosso, facciamo in modo che ritorni a battere forte!


Per il partito Comunista dei Lavorati perché solo la rivoluzione cambia le cose!


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