La notte fra l' 8 e il 9 Febbraio degli anonimi fascisti hanno imbrattato il portone d'ingresso della sede di Ragusa del Partito Comunista dei Lavoratori scrivendo slogan inneggianti al duce. A loro ricordiamo che non ci faremo intimidire dai loro atti vandalici, che difenderemo quotidianamente tutti gli spazi di espressione antifascista della nostra città. La nostra pratica militante sarà sempre rivolta contro qualsiasi tentativo di radicamento nel nostro territorio di gruppi fascisti, la cui attività e capacità politica è ridotta all' uso delle bombolette di vernice spray e nascosta dalla vigliaccheria dell' anonimato. Facciamo appello a tutti i cittadini affinchè loro stessi, in prima persona, difendano la storica tradizione antifascista della nostra città, laddove le istituzioni e la gran parte dei partiti politici tacciono strumentalmente o si dicono “equidistanti dagli estremismi” favorendo così di fatto la presenza di groppuscoli nostalgici del ventennio.
venerdì 13 febbraio 2009
lunedì 13 ottobre 2008
La statua di Filippo Pennavaria presto in piazza del Popolo?
Ragusa - Ipotesi al vaglio del sindaco Dipasquale - Ma i comunisti insorgono: "Quel monumento la città non lo vuole. Il sindaco può posizionarlo nel giardino di casa sua"
dal Corriere di Ragusa.it
URL: http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/3847-la-statua-di-filippo-pennavaria.asp
URL: http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/3847-la-statua-di-filippo-pennavaria.asp
A sette anni di distanza dal rifiuto dei ragusani, l´attuale amministrazione comunale ripropone la questione della posa del monumento alla memoria del fascista Filippo Pennavaria (nella foto). La statua potrebbe essere collocata nella ristrutturata piazza del Popolo, da poco riaperta al pubblico. L´ipotesi è al vaglio del sindaco Nello Dipasquale.
In una nota, la sezione di Ragusa del partito comunista dei lavoratori rimarca che "ancora una volta si ignora un aspetto cruciale della vicenda, vale a dire il rifiuto già espresso fin dal 2001 dalla cittadinanza di innalzare una statua ad uno dei responsabili dei più tragici episodi di violenza nella nostra provincia.
Come se non bastasse - aggiunge il partito comunista dei lavoratori - viene proposta piazza del Popolo, un luogo già deturpato dall´incompiuto e inutile posteggio sotterraneo: insomma, oltre al danno anche la beffa.
Dipasquale sappia che se la cittadinanza si mosse già una volta - scrivono i comunisti - contro questo gravissimo tentativo di revisionismo storico, e sarà pronta a reagire nuovamente: certo non rimarremo inerti a guardare anche nel caso in cui verrà interpellata tutta quella vecchia e nostalgica intellighenzia del fascismo nostrano, sempre pronta a rivalutare affannosamente e con usuale disonestà storica la figura di Pennavaria. E se proprio non sa dove piazzare il monumento - conclude piccata la nota - che il sindaco pensi al giardino di casa sua, a proprie spese".
In una nota, la sezione di Ragusa del partito comunista dei lavoratori rimarca che "ancora una volta si ignora un aspetto cruciale della vicenda, vale a dire il rifiuto già espresso fin dal 2001 dalla cittadinanza di innalzare una statua ad uno dei responsabili dei più tragici episodi di violenza nella nostra provincia.
Come se non bastasse - aggiunge il partito comunista dei lavoratori - viene proposta piazza del Popolo, un luogo già deturpato dall´incompiuto e inutile posteggio sotterraneo: insomma, oltre al danno anche la beffa.
Dipasquale sappia che se la cittadinanza si mosse già una volta - scrivono i comunisti - contro questo gravissimo tentativo di revisionismo storico, e sarà pronta a reagire nuovamente: certo non rimarremo inerti a guardare anche nel caso in cui verrà interpellata tutta quella vecchia e nostalgica intellighenzia del fascismo nostrano, sempre pronta a rivalutare affannosamente e con usuale disonestà storica la figura di Pennavaria. E se proprio non sa dove piazzare il monumento - conclude piccata la nota - che il sindaco pensi al giardino di casa sua, a proprie spese".
redazione
sabato 30 agosto 2008
In merito alle polemiche sull'aeroporto di Comiso
Lettera inviata a "Liberazione"
Caro direttore,vorremmo intervenire in merito alla questione sollevata sul vostro giornale sull' aeroporto di Comiso e sulla nuova denominazione che la giunta di centro-destra vuole dare.
Intanto vorremmo precisare che non e' vero(come sostiene il vostro lettore di ieri) che nessuno a Comiso si e' preoccupato di opporsi alla scelta scellerata di cambiare il nome dell'aeroporto da Pio La torre in Magliocco. Noi della locale sezione del Partito Comunista dei Lavoratori ci occupiamo della vicenda gia' da diversi mesi, intervenendo nei giornali locali, sensibilizzando la cittadinanza
ecc..
Inoltre,vorremmo ricordare che quello che piu' ci preoccupa e' il fatto che la nostra provincia non e' nuova a questi tentativi maldestri di revisionismo: a Ragusa si e' cercato di erigere una statua al gerarca fascista ennavaria. Adesso il tentativo di rivalutare Magliocco il cui unico "merito" e' quello di
aver combattuto a fianco dei fascisti nella guerra d'Africa! Noi ,invece,continueremo a ricordare Pio La Torre per i suoi meriti concreti nella lotta alla mafia(e' sua la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi) e per il suo impegno a favore della smilitarizzazione dell'aeroporto di Comiso (ricordiamo che l'aeroporto conservava i missili americani puntati contro la Russia). Per tutte queste ragioni, inizieremo da subito una campagna di contro-informazione a Comiso e in tutta la provincia,sperando che gli altri Partiti della sinistra,questa volta,non ci lascino soli in questa battaglia.
Intanto vorremmo precisare che non e' vero(come sostiene il vostro lettore di ieri) che nessuno a Comiso si e' preoccupato di opporsi alla scelta scellerata di cambiare il nome dell'aeroporto da Pio La torre in Magliocco. Noi della locale sezione del Partito Comunista dei Lavoratori ci occupiamo della vicenda gia' da diversi mesi, intervenendo nei giornali locali, sensibilizzando la cittadinanza
ecc..
Inoltre,vorremmo ricordare che quello che piu' ci preoccupa e' il fatto che la nostra provincia non e' nuova a questi tentativi maldestri di revisionismo: a Ragusa si e' cercato di erigere una statua al gerarca fascista ennavaria. Adesso il tentativo di rivalutare Magliocco il cui unico "merito" e' quello di
aver combattuto a fianco dei fascisti nella guerra d'Africa! Noi ,invece,continueremo a ricordare Pio La Torre per i suoi meriti concreti nella lotta alla mafia(e' sua la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi) e per il suo impegno a favore della smilitarizzazione dell'aeroporto di Comiso (ricordiamo che l'aeroporto conservava i missili americani puntati contro la Russia). Per tutte queste ragioni, inizieremo da subito una campagna di contro-informazione a Comiso e in tutta la provincia,sperando che gli altri Partiti della sinistra,questa volta,non ci lascino soli in questa battaglia.
Partito Comunista dei Lavoratori - sez.Comiso
PCL Ragusa
martedì 21 novembre 2006
Né ATO privato, né misto, né pubblico
L'acqua è un bene comune, e solo il controllo popolare dal basso può garantire sulla sua corretta gestione al servizio della collettività
21 Novembre 2006
Privatizzare è diventata la parola d'ordine magica che dovrebbe risolvere tutti i nostri problemi. In realtà le privatizzazioni in Italia come altrove, altro non sono state che un piano per accentuare il drenaggio delle risorse pubbliche a vantaggio di pochi gruppi economici e politici; un grande spreco che ha portato al fallimento o quasi di decine di società e al collasso dei comuni.
FINO AD ORA SI SONO PRIVATIZZATI I PROFITTI E SOCIALIZZATE LE PERDITE
Il tentativo di privatizzare un bene comune universale come l'acqua la dice lunga sulla voracità del sistema capitalista, che considera merce ogni bene primario essenziale, e tenta di accaparrarselo.
L'ACQUA NON È UNA MERCE. L'ACQUA È DI TUTTI
Lo strumento scelto per l'affare privatizzazione,nel caso dell'acqua (e dei rifiuti)è quello dell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale), ovvero la creazione di aziende private o miste, che devono gestire il servizio con criteri economicistici e "vendere il prodotto". Gli ATO si sostituiscono alla gestione municipale o consortile, e la collettività deve sobbarcarsi le spese di gestione di nuovi apparati e consigli di amministrazione, e delle maggiori uscite dovute alla totale pertinenza degli impianti e delle attrezzature alla nuova società.
RISULTATO: si passa dalle tasse alle tariffe, e le bollette si gonfiano a dismisura, come è già avvenuto nei numerosi comuni dove gli ATO sono entrati in attività. Questa operazione comporta un generale schiacciamento verso il basso delle categorie più deboli, un'aggressione ai loro magri redditi, un vero e proprio attacco di classe alle condizioni dei proletari.
PER QUESTO GLI ATO VANNO ABOLITI
PER QUESTO NON È NEANCHE PENSABILE UN RITORNO AL SERVIZIO PUBBLICO SOTTO LA GESTIONE DEGLI ATO TOTALMENTE PUBBLICI.
Gli ATO restano comunque dei soggetti a caratteristica imprenditoriale, e la proprietà pubblica non muterebbe la sostanza delle cose. Sarebbero dei carrozzoni clientelari appannaggio dei soliti partiti, sempre con strutture e consigli di amministrazione da mantenere, tutti sprechi da scaricare sui cittadini.
In Sicilia in decine di località è in atto la disobbidienza civile; in molte di queste le bollette sono state restituite o semplicemente non pagate; in alcune la gente si è praticata l'autoriduzione. In tutti questi comuni, da Enna a Paternò, da Gibellina a Patti a Valguarnera, i cittadini organizzati chiedono di poter esercitare un controllo sulla gestione dei servizi idrico e di raccolta dei rifiuti, e rigettano l'idea di essere rappresentati da un loro delegato all'interno del consiglio di amministrazione dell'ATO, privato, misto o pubblico che sia.
Oggi a Ragusa è importante bloccare la gara di affidamento. Ma la lotta deve mirare alla ripublicizzazione dell'acqua sotto l'intera gestione comunale, prevedendo forme di controllo popolare dal basso.
In prospettiva, la lotta alle privatizzazioni, per essere coerente, può avere come unico risvolto la gestione dei servizi da parte dei diretti interessati: lavoratori e cittadini-utenti.
Lanciamo un appello a costituire un comitato popolare che si muova sul nostro territorio su questi contenuti.
FINO AD ORA SI SONO PRIVATIZZATI I PROFITTI E SOCIALIZZATE LE PERDITE
Il tentativo di privatizzare un bene comune universale come l'acqua la dice lunga sulla voracità del sistema capitalista, che considera merce ogni bene primario essenziale, e tenta di accaparrarselo.
L'ACQUA NON È UNA MERCE. L'ACQUA È DI TUTTI
Lo strumento scelto per l'affare privatizzazione,nel caso dell'acqua (e dei rifiuti)è quello dell'ATO (Ambito Territoriale Ottimale), ovvero la creazione di aziende private o miste, che devono gestire il servizio con criteri economicistici e "vendere il prodotto". Gli ATO si sostituiscono alla gestione municipale o consortile, e la collettività deve sobbarcarsi le spese di gestione di nuovi apparati e consigli di amministrazione, e delle maggiori uscite dovute alla totale pertinenza degli impianti e delle attrezzature alla nuova società.
RISULTATO: si passa dalle tasse alle tariffe, e le bollette si gonfiano a dismisura, come è già avvenuto nei numerosi comuni dove gli ATO sono entrati in attività. Questa operazione comporta un generale schiacciamento verso il basso delle categorie più deboli, un'aggressione ai loro magri redditi, un vero e proprio attacco di classe alle condizioni dei proletari.
PER QUESTO GLI ATO VANNO ABOLITI
PER QUESTO NON È NEANCHE PENSABILE UN RITORNO AL SERVIZIO PUBBLICO SOTTO LA GESTIONE DEGLI ATO TOTALMENTE PUBBLICI.
Gli ATO restano comunque dei soggetti a caratteristica imprenditoriale, e la proprietà pubblica non muterebbe la sostanza delle cose. Sarebbero dei carrozzoni clientelari appannaggio dei soliti partiti, sempre con strutture e consigli di amministrazione da mantenere, tutti sprechi da scaricare sui cittadini.
In Sicilia in decine di località è in atto la disobbidienza civile; in molte di queste le bollette sono state restituite o semplicemente non pagate; in alcune la gente si è praticata l'autoriduzione. In tutti questi comuni, da Enna a Paternò, da Gibellina a Patti a Valguarnera, i cittadini organizzati chiedono di poter esercitare un controllo sulla gestione dei servizi idrico e di raccolta dei rifiuti, e rigettano l'idea di essere rappresentati da un loro delegato all'interno del consiglio di amministrazione dell'ATO, privato, misto o pubblico che sia.
Oggi a Ragusa è importante bloccare la gara di affidamento. Ma la lotta deve mirare alla ripublicizzazione dell'acqua sotto l'intera gestione comunale, prevedendo forme di controllo popolare dal basso.
In prospettiva, la lotta alle privatizzazioni, per essere coerente, può avere come unico risvolto la gestione dei servizi da parte dei diretti interessati: lavoratori e cittadini-utenti.
Lanciamo un appello a costituire un comitato popolare che si muova sul nostro territorio su questi contenuti.
Partito Comunista dei Lavoratori - sez. Ragusa
venerdì 4 agosto 2006
COMUNICATO STAMPA: continuano le denunce per i compagni della rete antirazzista
Denunciato anche un compagno del Partito Comunista dei Lavoratori - sezione di Ragusa
Continuano le denunce per i compagni di Ragusa che da anni si occupano di antirazzismo. L'ultima in ordine di tempo riguarda una denuncia per occupazione e interruzione di pubblico servizio! con l'aggravante...di essere piu' di 5 persone!! I fatti riguardano l'occupazione da parte della Rete Antirazzista (di cui fin dalla sua nascita facciamo parte) dei locali della Croce Rossa di Ragusa. Denunciavamo, in quella occasione, la complicita' della Croce Rossa con la Polizia nella gestione del C.P.T.di Ragusa, tristemente famoso per essere un carcere per sole donne e per i vari maltrattamenti che ci sono stati su donne cinesi e africane, il tutto con il silenzio e la complicita' della Croce Rossa che, naturalmente, ha ben altri interessi a cui pensare. Come ad esempio quelli economici, visto che per ogni immigrato percepisce quasi 40 euro al giorno! Abbiamo denunciato le condizioni di questo carcere e denunciato anche il fatto che questo posto e' stato riaperto proprio durante l'amministrazione di centro-sinistra con rifondazione che aveva un assessore. Non potevamo certo tacere sui carcerieri-volontari della Croce Rossa che, come abbiamo visto, non sapendo rispondere alle nostre accuse, non ha saputo far altro che chiedere aiuto ai loro amici sbirri e risolvere la questione denunciandoci! Ma, come tutti i carcerieri, gli sbirri, i fascisti e i "sinceri democratici", non capiranno mai che queste denunce serviranno solo a rendere ancora piu' compatto e combattivo il fronte antirrazzista fino a quando non riusciremo ad assaltare e ad occupare il cielo.
Michele Mililli - Ragusa
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